Italiano
Parsifal la Grande
I DAN inflitti dagli attacchi caricati aumentano di un 16%. Per ogni membro del gruppo dello stesso tipo elementale del personaggio che usa quest'arma (incluso sé stesso), quest'ultimo ottiene 1 accumulo di Stratagemma; per ogni membro del gruppo di tipo elementale diverso, invece, ottiene 1 accumulo di Scenotecnica. Quando il personaggio ha 1/2/3 o più accumuli di Stratagemma, l'ATT aumenta di un 16%/32%/48%. Quando ha 1/2/3 o più accumuli di Scenotecnica, la VEL di movimento aumenta di un 4%/7%/10%.
Personaggi — Arco
Storia
"Parsifal la Grande, la maestra della magia, è qui davanti a voi! Preparatevi ad ammirare un mondo fantastico, al di là di qualunque immaginazione! Con questo cappello, ad esempio, raggiungeremo il leggendario Paradiso orientale! O forse saremo testimoni del pericolo nello specchio, liberi dalle nostre leggi dello spazio e del tempo!" Ciò che è chiamato "magia" è alquanto simile alla frode e al furto. La prima si basa sulla recitazione e sulla creazione narrativa, il secondo sulla tecnica. "Nell'opera di Coppelius c'era un ladro elusivo, un mago nell'apparire e nello scomparire a suo piacimento, vero? Usiamolo come nome d'arte! Che ne pensi?" disse senza esitazione la giovane entusiasta, seduta alla bancarella accanto al Fleuve Cendre. "Parsifal? E io, allora? Sarò la Signora dello zaffiro, la bellezza che hai rubato?" rispose l'amica. Le risate illuminarono la città sotterranea come mai prima di allora. Fu così che le due giovani ladre, che si guadagnavano da vivere imbrogliando e rubando al glorioso teatro dell'opera rimasero affascinate dalle buffe storie dei cavalieri erranti, e dimenticarono l'obiettivo primario che le aveva portate in quel luogo. Fu così che l'idea di sfruttare le loro abilità e la loro tecnica per mettere piede sul palcoscenico, illuminate da quelle luci scintillanti, cominciò a sbocciare. Avrebbero usato le loro splendide performance per illuminare sia i sogni di quelli costretti ad assistere in piedi che del pubblico seduto nei posti riservati ai VIP. Una di loro avrebbe interpretato "Parsifal" e l'altra la sua assistente Joséphine. I primi spettacoli furono inizialmente tenuti nelle taverne di Eduardo, a fianco delle fogne e davanti alle bancarelle di cibo, sotto gli occhi luccicanti dei bambini dal volto lercio e macchiato di cenere e d'olio, in mezzo agli applausi dei cittadini, fino ad arrivare sotto le luci dello splendido teatro, brillanti come il sole. "Piume che diventano farfalle", "Paradiso", "Fuoco nello specchio", "Il pesce d'oro"... Mentre la luce di questi spettacoli illuminava sia i posti riservati ai VIP che il pubblico in piedi, il nome "Parsifal" diventò l'argomento principale nelle varie città, sia sopra che sotto di esse. Quelli vestiti di viola dicono che ogni cosa ha il suo posto, e quelli davanti al palco non la pensano diversamente: l'opinione non cambia, che provenga dai posti lussuosi con affaccio sul palco che dalla folla del pubblico in piedi. Eppure, sebbene le luci dello spettacolo illuminino parimenti i suoi spettatori, fuori dal teatro permangono rabbia e indignazione, come le radici di un albero che s'insinuano in un muro di pietra. Durante l'operazione del Fleuve Cendre, finalmente quel muro crollò. La ragazza che faceva sempre la parte di Joséphine se ne tornò di corsa al Fleuve Cendre. A parte l'odore onnipresente di ferro e marciume, rimase solo l'odore di rabbia, sofferenza e sangue non ancora rappreso. Parsifal la conoscevano tutti, ma un'assistente è pur sempre un'assistente. Se le cose fossero state sempre così, sarebbe stato tutto facile, semplice. Ma proprio come l'assistente che viene tranciata in due dalla spada senza provare dolore, e come l'orologio da taschino scomparso che torna sempre al pubblico passando inosservato, alla fine la ragazza perse il suo "posto" nella vita. Quindi ideò un "gran gioco di prestigio" che appartenesse a loro. "Parsifal la Grande, la maestra della magia, è qui davanti a voi! Preparatevi ad ammirare un mondo fantastico, al di là di qualunque immaginazione! Non ci saranno più né aristocratici né sovrani, e nessuna spada verrà più puntata verso di voi! Nessuno nascerà ricco, e nessuno in povertà!"