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Lampada del ficcanaso
Aumenta l'ATT di un 20% e la VEL di movimento di un 10% per 10 s quando il personaggio usa un'abilità elementale.
Personaggi — Lancia
Storia
La leggenda narra che, anche tra le fiamme spettrali che vagano in natura, scintillando come ceneri fosforescenti, sia possibile trovare l'essenza di un antico spirito di Inazuma. Attirato dai segreti come una falena verso una fiamma, questo youkai invisibile acquisì la forma di quest'ultima, volteggiando tra focolari e bracieri... E, nel crepitio della legna che ardeva, rubò le storie dalle bocche di coloro che erano radunati attorno al fuoco, mentre questi chiacchieravano e stringevano ognuno la propria tazza calda di tè. In seguito, raccontò tutte quelle storie così interessanti ai banchetti degli spiriti erranti. Intrattenere i grandi e i buoni mentre bevevano e festeggiavano era infatti il preciso scopo dell'esistenza dell'Otogishu. "Ah, che serata meravigliosa! Possano gli anni a venire essere colmi di notti felici come questa." Queste furono le parole che Hakushin, la matriarca delle kitsune, sospirò dal suo posto d'onore, circondata da un seguito di sue simili. "O tempo, se solo potessimo fermarti qui", rimuginò sollevando la sua tazza di sakè. Nel far ciò, conferì il titolo di "Tamayuratei" all'umile youkai sconosciuto presente sul palco. Tuttavia, di rado la vita va come vogliamo, proprio come le preghiere nate dall'angoscia vengono spesso lasciate senza risposta. La fugace malinconia che travolse la matriarca Hakushin si dimostrò profetica, poiché, come tutti sappiamo, giunse il giorno in cui un'oscura marea distruttiva inghiottì la terra. Le sere in cui centinaia di youkai gioivano con tanta disinvoltura erano ormai un lontano ricordo, e accanto alla luce della lampada era possibile udire solo singhiozzi e lamenti. In mezzo a un campo di battaglia tanto brutale e devastante, c'era ancora posto per qualcuno che un tempo aveva infuso allegria con battute giocose? Ricordando la matriarca che gli aveva dato il suo nome, nonostante la sua fragilità, il piccolo youkai sentì il dovere di agire. In quei giorni, mentre le ombre oscuravano il cielo, la sua anima ardeva mentre vagava sulla terra, passando di fuoco in fuoco. La sua eloquenza, un tempo usata per raccontare frivole storielle, era ora dedicata alla trasmissione accurata di bollettini di guerra e movimenti del nemico. Eppure, col passare del tempo, quegli sforzi incessanti causarono dei danni irreparabili. Dividendo la sua essenza più e più volte, lo youkai aveva consumato quasi del tutto il proprio spirito. Non poteva più proferire parole tanto argute dall'interno della sua lanterna. Persino i suoi ricordi più cari si erano dispersi. Oggi si dice che quello youkai abbia dimenticato ogni cosa. Si racconta che faccia la sua comparsa solo nelle occasioni più festose, quando molte persone si radunano per ascoltare le storie più fantastiche. Forse viene ridestato dall'atmosfera creata da quei cantastorie. Forse essa gli permette di ricordare, per quanto fugacemente, un passato che non potrà più rivendicare.