Italiano
Preludio dell'alba lucente
L'ATT aumenta di un 15%. Quando il personaggio che equipaggia l'arma innesca Ustione su un avversario o infligge DAN da Dendro ad avversari affetti da Ustione, i DAN inflitti aumentano di un 18%. L'effetto dura 8 s, ed è cumulabile fino a 2 volte. Quando si ottengono 2 accumuli, o quando la durata dell'effetto si ripristina all'ottenimento del secondo accumulo, l'energia si ricarica di 12. Questa forma di ripristino dell'energia può verificarsi solo una volta ogni 12 s. I 2 suddetti effetti possono attivarsi anche se il personaggio non è in campo.
Personaggi — Lancia
Storia
Nella città sotterranea, che non conosce né pioggia né sole, ella conduceva un'esistenza miserabile, a malapena poteva permettersi una o due fette di pane ammuffito. Non avrebbe esitato a estrarre una lama arrugginita per togliere la vita a qualcuno di tanto insignificante come lei. È inevitabile che i deboli e i codardi diventino le prede dei forti: questo è l'"ordine naturale" del Fleuve Cendre. Pertanto, se un giorno il cacciatore diventasse la preda, questi non avrebbe altra scelta se non accettare tale destino. Era proprio come le aveva insegnato la sua defunta madre: cenere alla cenere, polvere alla polvere. Ripensando alla propria vita fino a quel punto, tutto sembrava privo di significato, niente era stato raggiunto e non vi era speranza alcuna. Eppure, se quello era il corso "naturale" del mondo, accettare lo stato delle cose poteva essere considerato anch'esso una forma di felicità... Tuttavia, nonostante le sue aspettative, la morte non giunse. Aprì nervosamente un occhio e alzò lo sguardo. Vide una ragazza vestita in modo strano sorriderle con gentilezza, che poi le mise un fiore, sbucato da non si sa dove, dietro l'orecchio. "Questo fiore si chiama campanula di Lumidouce, nel linguaggio dei fiori simboleggia... la speranza. Guarda, il colore si abbina ai tuoi capelli. Hai degli occhi bellissimi. Sarebbe un vero peccato se in loro non ci fosse altro che disperazione. Vieni, fanciulla dagli occhi color zaffiro: lascia che scambi questo fiore con il tuo cuore." Così Marfisa, conosciuta successivamente come campionessa duellante, fece il suo primo passo nella città in superficie. Ammirando il lusso da una cabina VIP nel magnifico teatro, non riusciva più a ricordare il volto sorridente del mago e della sua assistente sul palco. Ricordava solo la miriade di fiori che sbocciavano sotto i riflettori accecanti che accompagnavano la fantasia dello spettacolo; chiari, nitidi e forti. Se avesse potuto camminare nella luce in modo "naturale" come lei, non avrebbe più avuto bisogno di nascondersi tra le ceneri. Vedendola, capì che avrebbe dovuto ancora coltivare una speranza: ora che aveva visto la luce, questa vita sarebbe potuta sbocciare come un Lumidouce. Così facendo, proprio come nel suo sogno, la ragazza nata dalle ceneri salì finalmente su un palcoscenico tutto suo. E senza un maestro, se non il suo sorprendente talento, tutte le tecniche di lotta con la lancia che aveva visto trovarono espressione nella sua esibizione. Non c'era pietà sotto la lama affilata della sua lancia, solo piogge cremisi, come un letto di rose che cadeva per lei. Sul palcoscenico, era una figura fredda e nobile che sembrava danzare con la "morte". Quasi come la strega di zaffiro della famosa opera del maestro Coppelius, che si dice fosse in grado di percepire i difetti fatali. Vita e morte, vittoria e sconfitta, tutto era come doveva essere, e fintanto che avesse agito secondo ciò che lei considerava logico, la strada verso la "vittoria" si sarebbe aperta di fronte a lei, indipendentemente dal bene, dal male e dalle cosiddette regole del mondo di sopra. Ma un giorno, la sua interminabile serie di vittorie raggiunse una battuta di arresto. Venne tratta in inganno dagli occhi astuti di uno spadaccino e fuorviata da un volontario rallentamento del ritmo, che la portò a rivelare un suo difetto fatale. Il suo braccio venne colpito dalla spada di lui, costringendola ad ammettere che le sue abilità di combattimento erano inferiori. "Hai uno stile di combattimento interessante, ma è leggermente rigido, come se stessi seguendo un percorso prestabilito. Ma il cuore degli umani è mutevole, e in questo mondo non esiste una fiamma che brucia in eterno. Essere costretta a seguire le regole è la tua debolezza. Detto ciò, il tuo stile sembra fare affidamento unicamente alle 'regole' di cui tanto ti fidi, ed è per questo che non riesci ad abbandonarle. Forse dovresti considerare di cambiare approccio e far sì che 'ciò che è immutabile' diventi la tua 'regola'. Prendi la 'giustizia', per esempio. Come diceva il Cacciatore dorato, anche se il cielo dovesse cadere e la terra squarciarsi, ci sarebbe ancora giustizia nel mondo." "Che diritto avete voi abitanti della superficie di parlare di giustizia? Le tue abilità saranno anche leggermente superiori alle mie, ma non serve farmi la morale e sentirti tanto tronfio e supponente. Prima o poi, caro il mio Cacciatore, verrà il giorno in cui anche tu cadrai di fronte alla mia lancia." Nonostante la sua risposta, forse l'uomo aveva ragione: i crimini vanno puniti e le bugie smascherate. È così che dovrebbe essere il mondo, con la giustizia che prevale sopra ogni cosa. In caso contrario, come avrebbe potuto sconfiggerla in quel modo? In tal caso, aveva senso che lei venisse guidata dalla giustizia, e offrisse una fredda elegia per coloro che cercavano di sfuggire al giudizio. Tempo dopo, la ragazza nata dalle ceneri abbandonò le sue regole originarie, diventando invece un'esecutrice vestita di viola e difendendo la giustizia "come dovrebbe essere", finché il fuoco di Poisson non la mise di fronte alla criminale Parsifal... ... Ripensando alla propria vita fino a quel punto, tutto sembrava privo di significato, niente era stato raggiunto e non vi era speranza alcuna. Eppure, se quello era il corso "naturale" del mondo, accettare lo stato delle cose poteva essere considerato anch'esso una forma di felicità... Ma nonostante ciò, quando cadde in quelle sorgenti pure, tutto ciò che prima le era sembrato evidente perse il suo senso. Fino al momento in cui i suoi ricordi si dissolsero nell'acqua, non seppe mai che il vero significato della campanula di Lumidouce nel linguaggio dei fiori non è mai stato la speranza. Era proprio come le aveva insegnato la sua defunta madre: cenere alla cenere, polvere alla polvere. Così, alla fine di quella lunga ricerca, nemmeno il destino le offrì l'elegia fiorente che meritava.