Preludio della Sinfonia armonica
Fiore della vita
Una medaglia d'onore che richiama la forma di un fiore sbocciato. È decorata con pietre blu e dorate, e anticamente veniva conferita agli immortali.
Storia
Era l'epoca in cui la nebbia dell'ignoranza avvolgeva il Mare Alto, e la gente delle Mille Acque non aveva ancora ottenuto l'illuminazione. Tra le sabbie scarlatte e le montagne torbide, un tempo viveva un dio che aveva perso la sua terra natia. Era stato un cantante delle oasi, ma la sua antica casa era andata perduta sotto la straordinaria luce del Signore del sole ardente. Rifiutandosi di servire il trono del Re delle sabbie, la divinità che aveva perso la sua terra natia scelse di errare in lungo e in largo. Nelle abissali profondità senza luce, dove risiede la fonte di tutte le acque, giace una città che è sfuggita a ogni cronaca. Quest'uomo errante aveva ormai deciso fare del Mare Alto la propria tomba, finché non mise accidentalmente piede nelle rovine di questa città, un luogo più antico della terra stessa. Attraversando innumerevoli corridoi verso il cuore del tempio in rovina, sotto il cedro bianco e argento, egli udì i sussurri delle uniche creature viventi rimaste in quella città dimenticata, le api dorate che volavano attorno all'albero argenteo. "O viaggiatore giunto da terre lontane, non sei qui per coincidenza, ma per mano del destino." Un tempo ero l'emissaria che proteggeva l'albero argenteo, ma nel corso dei secoli ho perso la mia mente e la mia forma. Eppure, i miei occhi riescono ancora a osservare il futuro. O viaggiatore, avrai di nuovo una città e dei sudditi. La nazione che costruirai sarà fiorente e prospera, e con essa, un giorno, dominerai l'intero Mare Alto. Sarai portatore di civiltà e giustizia; ma, alla fine, quella stessa giustizia sarà la rovina di tutto. Se sei disposto a intraprendere quel viaggio malgrado tu ne conosca ormai la fine, lascia che ti mostri la strada..." "O Api dorate, che parlate la lingua della profezia, abbiamo davvero arbitrio sul destino? Se davvero avessi la possibilità di scegliere, allora sarei in grado di evitare l'inesorabile fine di cui parlate." Al cader delle sue parole, la fossa senza acqua si sgretolò, e l'albero argenteo si trasformò in una nave dorata. Questo fu il primo incontro tra il glorioso re che avrebbe un giorno suonato la sinfonia, e la profetessa Sybilla.