Primi giorni della Città dei Re
Fiore della vita
Un fiore artificiale che emette un misterioso scintillio. Tendendo l'orecchio verso di esso, è possibile udire il vago riecheggiare di dolci risate.
Storia
O nobile decaduto, presta orecchio a questo vecchio cieco. Ascolta le lezioni di Gurabad, ascolta l'evanescenza dei fiori prodotti dall'uomo. Ascolta la storia del re di stirpe popolana, e l'amore e la furia che possederono i djinn... Secondo la leggenda, il Signore delle sabbie fece un patto con l'umanità dopo il trapasso della sua amata, con i djinn come suoi emissari. Solo coloro dal cuore di ferro, e non macchiati dalla tentazione della corruzione, potevano servire come re vassalli, e guidare il popolo come un pastore guida le sue pecore. In men che non si dica, sotto lo sguardo misericordioso ma severo del suo padrone, la djinn fece la sua scelta... Ormazd, all'epoca un giovane pastore, si innamorò di Liloupar, nata dai gigli. "Ti prometto cento generazioni di benedizioni, al prezzo di punizioni severe e calici di vino rosso versati. Perché l'amore folle che noi djinn possediamo è incatenato all'ingordigia e al desiderio, e porta seco un legittimo castigo." Eppure, alla luce della luna, Ormazd non diede ascolto a quegli avvertimenti... Era come se tale punizione decisa dal destino fosse ancora lontana da quel valoroso giovane. Sotto la guida della djinn, il giovane pastore divenne il leader del suo clan nomade, e col passare del tempo, Ormazd sconfisse i suoi rivali e si ritrovò con in testa la corona da re vassallo. Gurabad prosperò come un fiore artificiale su una parete rocciosa, diventando la capitale dei mortali. Un tempo pastore, Ormazd era ormai diventato il re vassallo, portavoce del Signore delle sabbie. Eppure, anche mentre i fiori prosperavano e il loro profumo riempiva l'aria, chi avrebbe mai pensato... che la caduta più amara e violenta avrebbe seguito la fioritura più vivace. Nel rispetto delle vecchie storie raccontategli dal suo padrone, Xiphos iniziò il suo viaggio verso la città degli zaffiri, verso le lezioni sepolte dalle sabbie dell'antichità che in futuro avrebbe visto ripetersi, al soffiar dei venti dell'infinito...