Codice d'ossidiana
Manufatti

Codice d'ossidiana

Rarità 5

Bonus set

2

2 pezzi

Mentre il personaggio equipaggiato con questo set è in stato di Grazia dell'Anima della Notte ed è in campo, i DAN che infligge aumentano di un 15%.

4

4 pezzi

Quando il personaggio equipaggiato con questo set consuma 1 punto Anima della Notte mentre si trova in campo, il suo tasso di CRIT aumenta di un 40% per 6 s. Quest'effetto può attivarsi una volta ogni secondo.

Italiano

Domini

Pezzi

Restituzione xenogenica

Restituzione xenogenica

Fiore della vita

Un fiore in cristallo nero scolpito meticolosamente. Nelle ore notturne emette una luce misteriosa.

Storia

Era l'epoca in cui l'emissario divino spodestato veniva esiliato in regni privi di luce, e il sovrano era tornato per distruggere la città sacrilega. Molte furono le cose che accaddero di cui non esiste menzione nella storia dell'umanità. Il regno degli Elementosauri, la cui sorte aveva concesso loro di sopravvivere al collasso del cielo e della terra, era isolato da un vasto mare di terra rossa. La loro stirpe, che riusciva a malapena a sostentarsi, impoverita, nella desolazione di quel mare sterminato, lì godeva della libertà fornita dall'entità che governava le fiamme. Ma la saggezza del fuoco era già stata usurpata dalla marea della torbida oscurità. Solo il suo scheletro grigio si trovava ancora in questo mondo. Per mantenere ciò che restava della potenza dei draghi, i loro ciechi e sciocchi eredi scelsero la violenza per imporre la legge. In quella terra di cenere a un passo dalla scomparsa, sulla quale il sole era ormai tramontato, solo un "umano" guardava verso un futuro avvolto dalle tenebre. "Vedo la luce cadere sulla terra senza radici, i draghi prostrati dinnanzi al letto di morte del loro sovrano. Vedo grande saggezza, grande arte, grande civiltà... E dalla prima all'ultima periranno. Ma i cicli senza fine sono la legge di questo mondo, e le nostre sofferenze non serviranno ad arrestare la storia. Sfortunatamente, i miei simili non capiscono come le regole della storia trovino fondamento proprio nella loro stoltezza. I servi di oggi saranno i sovrani di domani. Gli schiavi del passato diverranno i padroni del futuro. La nostra razza è morsa da una ineluttabile spirale di contraddizioni. Solo piantando i semi troveremo la salvezza. Forse, là fuori, nell'abbondante natura primordiale, c'è una terra che non ha mai conosciuto il tocco del sudiciume e della decadenza." Così, attraversando fiamme ardenti e venti furiosi, prese un fuoco primordiale al tempo inestinguibile dall'antico palazzo sovrastato dal magma. Portando con sé le speranze di un'altra razza, il più saggio dei draghi salutò la splendida e ineffabile città.

Fonte del Midollo spiritico

Fonte del Midollo spiritico

Piuma della morte

Un accessorio piumato la cui forma ricorda l'ala di un antico drago. Potrebbe trattarsi della reliquia di un'antica storia dimenticata.

Storia

Era l'epoca in cui il fuoco selvaggio consumava le radici del mondo, e le tribù barbare si addentravano attraverso spine e rovi per aprire un varco tra i monti e le foreste. Molte furono le cose che accaddero di cui non esiste menzione nella storia dell'umanità. Il più saggio dei draghi attraversò le ardenti pianure portando con sé il seme originato dalla fiamma primordiale, e raggiunse una terra arida e selvaggia. Eppure, mentre attraversava sorgenti termali e valli che nessun drago aveva mai toccato, non trovò nulla che soddisfacesse le sue aspettative. Finché un giorno, quando la nebbia si diradò in una valle profonda, scoprì la specie più amata dal creatore, ma anche la più debole. Avrebbero dovuto essere ancora in fasce, erano nati in una terra in cui i draghi danzavano, e potevano solo cercare di sopravvivere all'ombra di antiche ali. Sebbene avessero da tempo perso la propria guida, dimenticato la storia e i ricordi del passato, e si fossero smarriti in mezzo alle montagne e foreste, continuavano a resistere. Meravigliati dalla tenacia, dall'unione e dal coraggio che dimostravano, il saggio tra i draghi decise di concedere loro il seme ardente della saggezza. Ma quel prezioso dono aveva un prezzo. Avrebbe donato la civiltà a quei barbari, ma ne avrebbe anche sentenziato il destino. Poiché, diversamente dal piano del primo dio, ciò che il saggio dei saggi portò fu il blasfemo sentiero dell'"evoluzione". La sua lungimiranza aveva previsto che, alla fine di quel sentiero, il sangue degli umani sarebbe stato versato nel corpo derelitto della terra morente, fondendo due specie e due discendenze in una, spandendo un antico battito attraverso una civiltà rinata. Proprio come disse il più saggio tra loro al primo barbaro giunto a visitare la massa di terra fluttuante: "Ma dalla vostra stirpe nascerà il salvatore di due mondi. Egli sarà brutale come i leoni e gli scorpioni, ma astuto come una volpe selvatica. Un giorno, egli annienterà il sovrano del fuoco e ascenderà al trono più antico. Sia lodato il sovrano di due mondi!"

Miti del Reame notturno

Miti del Reame notturno

Sabbie del tempo

Un misterioso oggetto rituale. A oggi, nessuno sa dire con precisione a cosa serva, quel che è certo è che non si tratta né di un segnatempo né di una bussola.

Storia

Era l'epoca in cui gli antichi umani arrestavano la marea nera coi propri corpi, in cui le terre fluttuanti e la notte eterna ancora percorrevano strade separate. Molte furono le cose che accaddero di cui non esiste menzione nella storia dell'umanità. Tutti sanno che il coraggioso e saggio Chaac prese il fuoco eterno dalle mani del Saggio della Fiamma rubata, e che lo condivise con i membri della sua tribù, diffondendo così il segreto del fuoco a chiunque desiderasse studiarlo. Dopo aver detto addio a lunghi anni di caos e ignoranza, nuovi germogli di civiltà ricomparvero nell'incontrollata natura selvaggia. Ma all'interno delle loro mura, gli esseri alati non avevano ancora capito che la ruota del destino aveva iniziato a girare. Secondo la leggenda, il grande saggio che risiedeva nella quiete delle terre fluttuanti conosceva tutte le risposte alle domande del mondo mortale; tuttavia c'erano due questioni per cui neanche lui aveva una risposta: la fine della vita e il viaggio dei morti verso casa. Forse gli dèi del reame notturno governavano l'aldilà, poiché nell'antichità erano i nemici mortali del saggio. O forse il suo piano, a lungo elaborato, si sarebbe sgretolato se la fiamma eterna si fosse ricongiunta con le radici della terra. Padroneggiando la maestosa fiamma primordiale, l'impavido Chaac e i suoi compagni riuscirono finalmente a sconfiggere quel drago malvagio, fondando così la prima tribù. Tuttavia, nemmeno gli antichi eroi potevano sfidare l'eterno giudizio del tempo, e così, uno per uno, i suoi compagni lo abbandonarono. Alla fine, rimase solo Chaac, veterano di innumerevoli battaglie. La sua tribù era ormai dispersa, e nessuno cantava più le sue gesta. Solo nelle notti più buie poteva sentire un richiamo provenire da un reame lontano, come per riaccendere la fiamma morente nel suo cuore. Durante la sua ultima notte, egli salì su una montagna altissima per rinvigorire la prima fiamma. Gridò il nome dei suoi compagni, sperando che potessero sentirlo e tornare al suo fianco. Fu la divinità del reame notturno a rispondere alla sua chiamata. Quella notte, in quelle terre, tutti udirono voci provenienti da un altro mondo. Erano come il canto di una madre, i sussurri di vecchi amici... Il primo vagito della prima Wayob del Regno della Notte.

Rinfresco dei contendenti

Rinfresco dei contendenti

Calice eonotemo

Un recipiente apparentemente realizzato torcendo e plasmando la pietra con modalità assai bizzarre. Viene da chiedersi chi mai sia dotato di una simile forza...

Storia

Era l'epoca in cui i corni del regno in fiamme riecheggiavano senza fine, in cui gli eroi combattevano tra loro per la conquista. Molte furono le cose che accaddero di cui non esiste menzione nella storia dell'umanità. Quando i sacerdoti del fumo e della nebbia accesero dei falò alti abbastanza da oscurare il sole, offrendo il sangue di altre specie ai loro antenati coraggiosi e alle divinità invisibili... Quando l'eroe che aveva tratto ispirazione dalle fiamme cavalcò una bestia domata fino alla fortezza che si ergeva su rocce imponenti, guidato dalla Wayob della tribù... Quando i rettili che abitavano quella città, così antica che nessuno sapeva chi l'avesse fondata, scalarono le sue contorte torri in preda al terrore... Solo il più saggio dei draghi rimase all'interno del vuoto stagnante, a osservare in silenzio l'immane tragedia. Sebbene l'emissario del crepuscolo non facesse parte del suo piano, la via dell'"evoluzione" non deviò dal suo percorso. Attraverso un meticoloso processo di selezione e coltivazione, gli eroi della tribù che aveva allevato si erano fatti strada tra le varie fazioni. Esso credeva che il più forte tra loro sarebbe diventato l'eroe destinato a governare tutte le tribù di umani che dimoravano sulla pietra nera. In suo nome, strinsero un patto, innalzarono un vessillo del sole ardente e marciarono sulla città delle sorgenti profonde, che nemmeno gli dèi avevano ancora conquistato. Quel giorno, il cadavere vivente sul trono sputò una fiamma che tinse il cielo di rosso, e il nuovo re ricevette le fiamme primordiali come tributo per la sua ascesa. Quel giorno, i draghi si inginocchiarono nuovamente dinanzi al signore dei due mondi, e le conoscenze di innumerevoli secoli di civiltà furono a sua disposizione. Poiché esso sapeva che i nemici nell'ombra non erano distanti, e che si nascondevano ancora nelle profondità della notte, in attesa di poter dare il colpo di grazia. Poiché esso sapeva che né gli dèi nei cieli né il grande re dei draghi sarebbero stati sufficienti. Era necessario radunare ogni conoscenza, e bisognava farlo anzitempo. Solo così la sua testarda razza avrebbe potuto ridestarsi dagli antichi sogni infranti di un decrepito re. Solo così l'antica civiltà avrebbe potuto accogliere degli eredi degni e ritrovare la propria posizione sulla terra.

Corona dei santi

Corona dei santi

Corona della ragione

Una corona fatta d'ossidiana che anticamente veniva usata nelle cerimonie d'incoronazione dai nobili re tribali.

Storia

Era l'epoca in cui la marea oscura si levava dai confini del cielo e gli eroi guidati dal sole partivano alla conquista. Molte furono le cose che accaddero di cui non esiste menzione nella storia dell'umanità. Quando gli eroi, radiosi come il sole, lasciarono i loro villaggi isolati e si addentrarono in regni proibiti e inaccessibili per donare loro la benedizione della Wayob, gli antichi draghi erano spariti dalle terre su cui un tempo regnavano, e il suolo e le sorgenti più fertili avevano assunto nuovi colori. I palazzi e i templi costruiti sulle rupi di magma avevano perso il loro splendore, e attendevano in silenzio il giudizio finale. In questo regno surreale, tagliato fuori dal mondo esterno, l'era degli antichi si appropinquava alla sua fine. Nelle oscure terre della notte, gli esseri sacri continuavano a discutere su chi avrebbe avuto il compito di emettere il giudizio finale. Era un eroe senza profezia, un campione inenarrato in nessun disegno. A quel tempo, i capi delle tribù avevano abbandonato la grande causa dell'uccisione dei draghi malvagi, a favore della lotta per il potere. I loro guerrieri si lanciavano in guerre infinite, sopravvivendo affidandosi a bestie feroci. In quei giorni, dalle terre oscure emerse un re, sfolgorante come l'aurora, caldo come un bacio di primavera. Indossando una corona di fiori dorati e brandendo una spada d'ossidiana, egli visitò una tribù dopo l'altra. I disaccordi nati dalla spada possono essere risolti solo con la spada, e le illusioni create dall'ambizione possono essere abbattute solo da un'ambizione ancora più forte. E colui che pensava di dominare l'evoluzione non avrebbe mai immaginato che i più forti avrebbero dato una risposta che non fosse conquista o massacro. Illuminati dai raggi del sole, le tribù concordarono una tregua, e le sacre entità del reame notturno lasciarono da parte i propri litigi per offrirgli la corona. L'alba di una nuova era è ormai alle porte. Quando quella luce illuminerà il mondo, anche le bestie dell'oscurità non avranno più rifugio.

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